giovedì 23 giugno 2016

Pizza napoletana al piatto con verdure...a pois, a righe e scozzese!




Questo mese all'MTC si impasta!!!
E' l'ora della pizza napoletana e con grande gioia siamo qua a provarci seguendo la ricetta che la vincitrice Antonietta ci ha donato, aggiustandola proprio per noi, prendendo spunto però "nientepopòdimenoche" dal Disciplinare di produzione.
Ho scelto di cimentarmi con quella al piatto, con idratazione al 55%, che, dico la verità non mi era mai venuta.
Solo ora però ho capito i miei errori, il primo fra tutti il quantitativo di lievito, io solitamente ne utilizzo alemno 5 volte tanto, con una lievitazione ridotta, il che comporta una pizza molto meno digeribile di questa.
Altro particolare non ho mai messo prima l'acqua della farina, ho sempre fatto il contrario (questo non so se può essere importante), altra cosa da non dimenticare è il tempo di impasto, ai 20 minuti non ero mai arrivata, ma il risultato è davvero sorprendente!
Quindi ringraziamo Antonietta per la bella ricetta e parliamo un poco dei condimenti: ho optato per le verdure, pomodorini caramellati, peperoni e zucchine saltate velocemente in padella, per ovviare alla banalità degli ingredienti ho pensato di disporli in modo un po' diverso e così, visto che ultimamente sono ispirata dall'ago e dal filo, ho pensato di rifarmi alle stoffe, da qui il pois, le righe e lo scozzese!


Ingredienti per 3 pizze
A pois
per l'impasto
450 g di farina 00(Molino Dallagiovanna, conf. verde W 200 P/L 0.55)
250 ml di acqua
12 g di sale
1 g di lievito di birra

per la farcitura
mozzarella fiordilatte
passata di pomodoro homemade
olio evo
sale
zucchero di canna
aceto balsamico
zucchine
pomodorini Pachino
peperone rosso e giallo
basilico fresco

Impasto prima della lievitazione

Iniziare con l'impasto, al mattino presto (io verso le 6,30, poi scappo al lavoro).
Prelevare l'acqua (temp. 35°C), dividerla in due ciotoline una con il sale e una con il lievito, sciogliere entrambi con un cucchiaino, prima il lievito e poi il sale.
Mettere  il contenuto con il lievito di birra in una boule capiente e iniziare ad aggiungere gradualmente  la farina setacciata insieme all'acqua, mescolando con le mani, fino a finire gli ingredienti, per ultimo inserire l'acqua con il sale, e continuare ad impastare a mano nella boule fino ad ottenere un impasto omogeneo (detto “punto di pasta” dal disciplinare, circa 10 minuti).
Passare ora l'impasto su un piano di lavoro (il meglio sarebbe il marmo, ma anche il legno può andare) e continuare a lavorare per  altri 20 minuti, tempo utile e necessario per ottenere un impasto ideale, non appiccicoso, setoso ed elastico. E'importante piegare e schiacciare ripetutamente, negli ultimi minuti.
Pesetto  lievitato


Fare una palla, e coprire con pellicola ora lasciare lievitare almeno 2 ore (io valutato 4 ore).

Procedere alla staglio a mano, con un marocchino dividere in 3, formando panetti (pesetti) ben tondi che verranno lasciati lievitare ulteriormente avvolti in un telo (state tranquilli, l'impasto non si attaccherà)  per circa 6-7 ore.

Passato il tempo, riscaldare il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello.
Scaldare una padella larga sul fuoco (io la piadiniera), utile per la prima parte della cottura, in modo da ottenere il classico cornicione.
Cottura a fuoco alto
Prendere i panetti e stenderne uno alla volta, il ripiano deve essere spolverato con farina di semola, e senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani si inizia a stendere, dal centro verso il bordo e poi,se si vuole fare come i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata (ecco questa fase non mi è venuta al meglio).
Passare la pasta così allargata sulla piadiniera., già caldissima,  e posizionare a fuoco alto, lasciar cuocere 2 minuti, poi togliere dal fuoco condire velocemente, passare nell'altra teglia, appena tolta  dal forno e rimettere a cuocere nel forno.
Dopo varie prove ho optato per 1 minuto in fondo al forno e 2-3 minuti nella parte alta (l'ultima infornata è stata quella ai peperoni e con questa ho stabilito la miglior cottura!).
Scozzese

Ed ora si passa a descrivere le farciture, per prima cosa preparare il pomodoro, condire la passata con sale e zucchero (un paio di pizzichi).

Tagliare a pezzetti la mozzarella dopo averla aciugata molto bene con carta da cucina.

Passare in padella con olio i peperoni e le zucchine (ogni tipo di verdura in padelle separate), aggiustare di sale e cuocere al massimo 8-10 minuti.

In una padella ben calda con olio passare i pomodorini, condirli con zucchero di canna e una spruzzata di aceto balsamico, far rosolare senza bruciacchiare (attenzione!).
A righe
Su ogni pizza, dopo la cottura diretta sul fuoco,  mettere la salsa di pomodoro, quantitativo a piacere, aggiungere poi le verdure e la mozzarella, passare in forno con i tempi indicati (naturalemente ogni forno è un caso a sè!).

Prima di portare in tavola è d'obbligo la foglia di basilico e volendo un filo d'olio evo a crudo!

Con queste pizze partecipo alla 58esima sfida dell'MTC

lunedì 20 giugno 2016

Cheesecake light alle ciliegie



Oggi a Light and Tasty si parla di Ciliegie, quel frutto molto amato che si vede sulle nostre tavole all'inizio della bella stagione e già questo basta per associarlo a estate - sole - vacanze, quindi, come si fa a non amarlo?
Oltre tutto è buonissimo, dolce, dalla consistenza "quasi croccante", e spesso si sente dire che "una ciliegia  tira l'altra", infatti spesso risulta difficile interromperne l'assaggio.
Le proprietà poi, sono innumerevoli, sono antiossidanti, vitaminiche, diuretiche e pure ideali contro la stipsi, e non per ultimo presentano pure poche calorie (40Kcal su 100g).
Ci sarà pure una nota dolente...possibile? Ebbene sì, è il prezzo!!!!
Infatti spesso li troviamo a costi proibitivi, unica soluzione, farsi amico chi ne possiede una pianta o pensare di coltivarcele sul balcone... meditate!

A parte gli scherzi, ora passiamo alla ricetta: ho voluto provare a preparare un cheese cake light, ho esaminato ogni ingrediente e cercato di alleggerire il più possibile, ho tolto i classici biscotti americani e ho messo biscotti con cereali e a basso contenuto di burro, diminuito il burro per formare la base (non mi sono sentita di toglierlo, in rete c'è di tutto, dall'olio al avogado, ma io sinceramente non ero propensa); per la crema ho tolto i  formaggi ed ho utilizzato ricotta, invece della panna ho montato latte con addensante (non sarà certo naturale, ma dobbiamo pure cedere a qualche compromesso).
Ecco, questo è il risultato e il gusto vi assicuro che non è niente male!




Ingredienti
500g di ricotta
180ml di latte
60g di dolce neve
100g di zucchero a velo
10g di gelatina in fogli
15 ciliegie
1 cucchiaio di maraschino
10 ciliegie

50g di burro,
100g di oro saiwa ai cereali

marmellata di ciliegie, agar agar e 9-10 ciliegie

Frullare i bicotti al mixer, unire il burro fuso e mescolare fino ad ottenere una specie di impasto, che verrà distribuito sulla base della tortiera diam 20-22cm (base foderata con carta forno ed anello con pellicola per alimenti) e ben pressato con il dorso di un cucchiaio. Mettere in frigo per almeno 1 ora.

Mettere in ammollo la gelatina in una ciotola con acqua fredda per una decina di minuti.
Montare il latte (solo 170ml) con il dolce neve (addensante alimentare) e mettere in frigorifero.
Areare la ricotta (nel senso di montare con le fruste elettriche la ricotta stessa, per fare incorporare aria al composto), unire lo zucchero a velo e il maraschino.
Scaldare al micronde 10ml di latte, unire la gelatina riidratata e ben strizzata, mescolare bene con un cucchiaino.
Unire la gelatina alla ricotta, mescolando in modo da distribuirla in modo omogeneo, aggiungere con un leccapentola la panna montata, muovendo dal basso verso l'alto per evitare di smontare il tutto. Inserire nel composto ciliegie tagliate a metà.
Versare sulla base di biscotti tenuta in frigo.

Conservare in frigo per 1 notte, in modo da renderlo ben compatto.

Il giorno successivo, prendere 2 cucchiai di marmellata di ciliegie, farla scaldare sul fuoco dopo aver unito 1/2 cucchiaino di agar, portare a bollore in modo che l'agar si sciolga completamente.
A questo punto prendere un coppapasta e posizionarlo al centro della torta, spalmare la marmellata di ciliegie e agar all'interno e poi decorare con ciliegie fresche.


Ecco altre proposte..

Insalata con pollo, melone e ciliegie di Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico

Galletta rustica alle ciliegie (vegan & sugar free) di Consuelo del blog I biscotti della zia

Crumble di ciliegie al cardamomo   di Dany del blog Mani in pasta qb

lunedì 13 giugno 2016

Involtini di bresaola con caprimo ed asparagi


Eccoci arrivati a lunedì, inizia un'altra settimana e arriva puntuale pure la ribrica Light and Tasty!
Oggi parleremo di latte e formaggi di capra, un argomento molto interessanti per le proprietà di questo prodotto poco conosciuto, purtroppo!
Vediamo se rusciamo a darvi qulche indicazione, per prima cosa è importante sottolinearne la digeribilità, dovuta ai suoi grassi intrinseci, e risulta ben tollerato da tutti, sia anziani che bambini, è infatti .dopo quello di asina, è quello più simile al latte materno.
Dà un ottimo contributo in calcio e fosforo per la mineralizzazione ossea, è ricco di vitamine e presenta un’elevata percentuale di taurina, aminoacido che svolge un ruolo importante sull’accrescimento e sullo sviluppo cerebrale dei bambini e di cui il latte materno ne è ricco.
Il latte di capra è quello che ha il minor contenuto di colesterolo se confrontato con il latte di pecora e vacca, ma  100g di prodotto apportano 76 kcal, contro le 63kcal del latte vaccino.
Altra caratteristica particolare è il sapore, ha un gusto piuttosto forte, che varia notevolmente a seconda delle razze delle capre da cui viene prodotto e purtroppo non a tutti piace.
Ecco una ricetta non-ricetta, visto la facilità di preparazione, che vi dà l'opportunità di assaggiarlo senza che il suo gusto prevarichi su tutto il resto!
Questi involtini sono ideali come antipasto, ma anche come piatto unico, dipende dal numero che ne preparate a testa, e vi assicur che sono davvero gustosi! Provate un po'!






Ingredienti

bresaola

formaggio caprino

asparagi

olio evo

sale

succo di limone



Cuocere a vapore gli asparagi (io bimby: 1 litro di acqua nel boccale e poi impostare 20 minuti vel 1 a varoma).

Raffeddare con acqua fredda corrente, per mantenere il verde brillante.

Tagliarli di misura rispetto alla fetta di bresaola.

Spalmare un velo di formaggio di capra sulla fetta di bresaola, aggiungere 3 asparagi per fetta, cospargere con qualche granellino di sale fino, arrotolare.

Servire con olio e limone, in modo che ognuno li condisca a piacere.

Ecco qualche altra idea per consumare i prodotti a base di latte di capra...

Rotolo di frittata con caprino e zucchine di Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico

Caprino homemade di Consuelo del blog I biscotti della zia

Crema di ricotta di capra e banane di Daniela del blog Mani in in pasta qb

Rotolini di salame e caprino di Cinzia del blog Cinzia ai fornelli


domenica 12 giugno 2016

Pane e panelle per Quanti modi di fare e rifare



Oggi per la rubrica di Quanti modi di fare e rifare prepariamo pane farcito con panelle, un classico della cucina siciliana, uno street food sempre di moda!
Lo prepariamo con Silvia del blog Acqua e farina, e quindi tutti nella sua cucina!
Non avevo ma assaggiato le panelle ed ero davvero incuriosita da questo appuntamento, non potevo assolutamente mancare.
Ho letto un po' di tutto, di qua e di là sul web,  libri di cucina regionale e chiesto ad una vicina di casa di origini siciliane, giusto per capire ed entrare in argomento, quando non ne so proprio niente, mi capita spesso.
Poi mi sono lasciata guidare da Silvia per le panelle, mentre per il pane ho voluto provare le mafalde seguendo la ricetta delle sorelle Simili (ho variato leggermente le dosi in quanto sono rimasta a corto di semola).
Ho scelto la Mafalda  perchè è un antichissima ricetta di pane siciliano, tipico di Palermo, che fu creato nel tardo Ottocento da un fornaio catanese in occasione di una visita di Sua Maestà a Mafalda di Savoia e mi piaceva l'idea di abbinarlo alle panelle.
Questa forma di pane, oggi, è tra le più conosciute e diffuse in Sicilia, prodotta in tutta la regione, viene caratterizzato dalla forma a ventaglio riunito che lo fa assomigliare ad una corona e presenta una crosta dorata e ricoperta di semi di sesamo che lo rende profumatissimo.
Ho anche provato a congelare i panini (un po' grossini) e il risultato è stato molto soddisfacente (per lo scongelamento l'ho tolto dal freezer circa 3 ore prima).
Grazie Silvia della splendida proposta!



Ingredienti

per 5 panini (mafalde)
300 g di semola di grano duro
100 g farina 00
200 gr circa acqua
15 gr lievito di birra
10 gr sale
1 cucchiaio d'olio d'oliva
1 cucchiaio di malto d'orzo
semi di sesamo

Panelle
250g di farina di ceci
750ml di acqua
5g di sale
prezzemolo tritato
olio di semi d'arachide


Preparare il pane: unire la farina con la semola, aggiungere l'olio, il malto e il sale, in metà dose di acqua sciogliere il lievito e bagnare la farina, continuare ad impastare fino ad ottenere un impasto
morbido, ma non troppo.

Rovesciare sul tagliere e lavorare battendolo per 10 minuti, far riposare per almeno 1 ora dopo averlo messo in una ciotola unta di olio e ricoperta con pellicola (dovrebbe raddoppiare).

Finito il tempo porzionarlo in 5 parti uguali e formare una biscia, disporla a serpentina e poi con l'ultima parte, fissarla passando sopra (meglio vedere le foto) .

Pennellare con acqua e cospargere di semi di sesamo.

Lasciare lievitare ancora 1 ora circa, infornare a 210°C per 10-15 minuti, poi abbassare  a 200°C ancora per 5-7 minuti.

Controllare la cottura in base al colore della superficie. Far raffreddare su griglia.






Preparare le panelle: mettere in una pentola l’acqua fredda, inserire la farina di ceci setacciata, mescolare energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi (per questo motivo è importante che l'acqua sia ben fredda).

Accendere il fuoco a fiamma media (altrimenti il composto si attaccherà), aggiustare di sale.

Continuare a mescolare, e quando il composto inizierà ad addensarsi e a bollire, cuocere ancora per qualche minuti, fino a quando tende a staccarsi dalle pareti.

Non smettere mai di mescolare e se dovessero formarsi dei grumi , utilizzare il frullatore ad immersione per eliminarli.

A fine cottura, aggiungere il prezzemolo (io l'ho dimenticato).

Spalmare velocemente il composto caldo, su una teglia da forno legegrmente bagnata livellandolo fino a uno spessore di 2-3 mm circa.

Lasciare asciugare per circa 30 minuti, poi tagliare a quadrati o rettangoli e friggerli in olio ben caldo, fino ad ottenere una crosticina dorata su entrambi i lati.

Scolare le panelle su di un foglio di carta assorbente e utilizzarle per farcire i panini.


Con questa ricetta partecipo alla rubrica Quanti modi di fare e rifare.


Vi aspettiamo il prossimo mese nel Ristorante dai nonni per assaggiare un ottimo Scarpazzoun